Sfida iniziale
Un’azienda B2B con una rete vendita consolidata aveva lanciato un portale e-commerce per velocizzare gli ordini, ma i clienti continuavano a telefonare ai commerciali. Gli ordini online finivano in un flusso parallelo, con listini diversi e disponibilità di magazzino poco credibili. Abbiamo iniziato mappando senza filtri il percorso reale dell’ordine, dalle promozioni decise all’ultimo minuto fino alle deroghe sui prezzi. Solo dopo, insieme a vendite, operation e finance, abbiamo ridisegnato le regole di business e collegato portale, ERP e CRM con un unico flusso coerente.
Approccio adottato
Invece di spingere il canale online con campagne aggressive, abbiamo lavorato sui punti di attrito che spingevano i clienti a tornare al telefono: condizioni commerciali poco trasparenti, informazioni di stock non affidabili, resi gestiti in modo diverso tra canali. Con workshop congiunti tra area commerciale, logistica e amministrazione, abbiamo definito un set di eccezioni ammissibili e un perimetro chiaro di ciò che doveva essere identico tra e-commerce e ordini tradizionali. Da lì, abbiamo rivisto le integrazioni, riducendo automatismi opachi e introducendo controlli visibili ai team interni.
Esito del progetto
Dopo la messa in produzione del nuovo flusso, il portale è diventato lo strumento principale per gli ordini ripetitivi, mentre i commerciali hanno iniziato a usarlo come base comune di lavoro con i clienti. Le chiamate “per sapere dove è finito l’ordine” si sono ridotte, e i reparti interni hanno iniziato a leggere gli stessi numeri sulle vendite digitali. I risultati non sono arrivati in un giorno, ma con cicli di aggiustamento programmati, in cui ogni rilascio veniva misurato rispetto a pochi indicatori concordati con i responsabili di area. Risultati may vary, ma il metodo ha retto a picchi stagionali e verifiche interne.
Secondo scenario
In un altro caso, un’azienda retail con presenza fisica importante aveva attivato diversi canali digitali senza una regia unica: marketplace, sito proprietario, ordini telefonici, tutti con logiche di stock e reso diverse. Abbiamo introdotto un modello che chiamiamo “vista unica dell’ordine”, in cui ogni richiesta del cliente, indipendentemente dal canale, viene tracciata con lo stesso linguaggio operativo. Questo ha richiesto decisioni scomode su priorità tra canali, regole di assegnazione dello stock e responsabilità di aggiornamento dei dati, ma ha permesso di discutere di trasformazione digitale partendo da fatti osservabili, non da slogan.